Dopo l’escursione all’Etna, descritta nel fascicolo n. 107, dicembre
1999, dei Bollettino storico reggiano, numero speciale "In memoria di
Lazzaro Spallanzani a 200 anni dalla morte", nel presente saggio presentiamo
l’itinerario dello scienziato reggiano alle isole Eolie.
La traccia per l’individuazione del percorso eoliano è data dal suo
"Viaggi nel Regno delle Due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino"1 al
quale si riferiscono le citazioni delle pagine nel presente studio.
Il 29 agosto 1788, Spallanzani si imbarca da Napoli per Messina su
un bastimento francese che al ritorno toccherà Lipari per caricare la pomice,
particolare roccia che serviva e serve nell’edilizia e per altri usi: allora
le cave delle isole Eolie erano importanti e approvigionavano gran parte
dell’Europa.
Durante la traversata lo scienziato vede per la prima volta l’isola di
Stromboli, e la descrive come un prodigio che "Parea un soffio di vampa,
che d’improvviso mi feriva debolmente gli occhi e che dopo due o tre secondi
spariva"2.
Il 29 agosto sbarca a Messina che trova ancora in parte distrutta per il
terremoto del 1783; da questa città lo scienziato si dirige a Catania per
effettuare la scalata all’Etna3.
Il 12 settembre riparte da Messina per Lipari per un soggiorno alle
Eolie di oltre trenta giorni, su sessanta complessivi trascorsi in Sicilia.
Qui si riproduce il gruppo delle isole Eolie e della Sicilia da una
cartina geografica del 1782 più o meno coeva all’arrivo di Spallanzani che
prende alloggio a Lipari e rende visita al vescovo Giuseppe Coppola
(1778-1789) che lo raccomanda a tutti i curati delle isole.(foto n. 2 e foto n.
3).
Giunto a Lipari, trova alloggio presso un non meglio precisato "con-
sole" in zona porto e questa abitazione servirà come appoggio per le escursioni
nell’arcipelago eoliano.

La stessa abitazione era divisa con un pittore
che dipingerà per lo scienziato i crateri di Vulcano e Stromboli.
Nel Comune di Lipari vi è una targa che ricorda il soggiorno di
Spallanzani alle isole Eolie (foto n.4).

Il mese di settembre vede impegnato lo scienziato nelle escursioni a
Lipari, sia nei monti interni nella zona di Capo Bianco, che in località Canneto
(foto n. 5), dove vi sono le famose cave di pomice, visita anche la

particolare zona denominata le Stufe (foto n.6).
Dal paese di Lipari sale sul Monte della Guardia dove osserva le
vicine isole di Vulcano e Vulcanello.
Scrive Spallanzani: "Cominciai le mie inquisizioni nel Porto istesso,
sotto il castello della Città, il qual torreggia da una immensa Scogliera di
lava cadente a piombo su l’acque, ignuda di piante, a riserva d’alcuni piedi
di fichi d’india, naii e cresciuti ne’ di lei crepacci"4.
In quei giorni effettua un giro in barca per visitare Vulcano (foto n. 7)
e Vulcanello e raggiunge una grotta con acque termali calde. (foto n.8). 
Nel
descrivere la zona fa riferimento allo scienziato ginevrino Jean André Deluc
(1727-1817), importante geologo e metereologo e scrive: "tra quei pochissimi
Naturalisti che viaggiato hanno alle isole di Lipari, il sig. DeLuc".
Il 1° ottobre parte per Stromboli dove incontra il padre cappuccino
Giovanni Lo Giudice e trova alloggio in "un tugurio" a nord dell’isola,
lontano mezzo miglio dal mare e due dal Vulcano, in posizione che gli
permetteva di vedere "la punta dei getti infuocati"5. (foto n. 9)
Il 2 ottobre infuriava il libeccio che Spallanzani descrive che "frequentissimi,
sempre però cupi si sentivano i suoi strepiti, e l’eruttata cenere
giungeva a cadere fin su le poche abitazioni degli Strombolesi"6.
Nello stesso giorno percorre il perimetro dell’isola. (foto n. 10)
Il 3 ottobre con la barca si trova davanti alla Sciara di fuoco per
ammirare l’eruzione. (foto n. 11)
Dopo aver costeggiato per tre miglia e mezzo, lo scienziato riferisce
che "arrivò in faccia al luogo dove le vomitate avvampanti materie cadono
in mare ecco che scoppia il vulcano e la lava cade precipitosamente dalle
pendici con un acuto stridore e sembra un ferro rovente tuffato in acqua da
un fabbro ferraio"7.
Il 4 ottobre con due guide sale sul vulcano. "Secondamente all’ouest
del cratere, e a breve distanza da lui, rompevamo da oscuri spiragli e su
per l’aria rapidamente salivano, quale bianchissima nebbia, ben
centocinquanta fumajuoli"8.
Nel descrivere la sommità di Stromboli cita Filippo Cluverio
(1580-1623), umanista e geografo tedesco che ha tra le sue opere più importanti
"Silicia antiqua, item Sardinia et Corsica" (1619).
Nella "Sicilia antiqua" Cluverio parlando di Stromboli, nota che il
suo cratere è posto su la sommità del monte, dal quale vomita notte e giorno
con orribile fracasso fiamme chiarissime e copiose pomici. (foto n. 12)
In tutto lo Spallanzani rimane a Stromboli sei giorni.
Il 7 ottobre ritorna a Lipari per poi successivamente visitare Panarea
e Basiluzzo, piccolissima isola dell’arcipelago eoliano, dove raggiunge la
sommità ed evidenzia che l’isolotto era disabitato: "i conigli sono i soli
animali che soggiornano in Basiluzzo"9. (foto n. 13)
Oltre Basiluzzo visita gli altri scogli denominati Bottero e Lisca bianca
e Dattolo e cita lo scienziato Dolomieu quando appunto descrive questi
scogli e isole: "sono state tutte si diligentemente esaminate dal commendatore
Dolomieu, che poco rimane da aggiungere"10.
Déodat De Dolomieu (1750-1819) viene ripetutamente citato da
Spallanzani nei "Viaggi nelle due Sicilie"11.
Finalmente lo Spallanzani arriva a "Panaria" (Panarea) dove percorre
il perimetro di otto miglia.
A notte inoltrata ritorna a Lipari e all’indomani parte per Salina, l’antica
Didyme, come veniva chiamata nell’antichità l’isola, ovvero gemella,
perché alla sommità vi sono due coni, vecchi vulcani spenti. Compiuto il
circuito dell’isola di 15 miglia, visita Salina, spingendosi fino a Filicudi
dove rimane per quattro giorni ospite dei curato Francesco Vitagliano e
risiede vicino alla chiesa e alla casa del parrocco.
Effettua il giro dell’isola ed una escursione allo scoglio chiamato
Canna e alla grotta del Bue Marino. Dopo Filicudi si spinge fino all’isola
più a Ovest dell’arcipelago Alicudi il 13 ottobre con al timone il prete di
Filicudi e con una barca con quattro robusti rematori.
La traversata è resa difficile dalle avverse condizioni dei mare.
Finalmente attracca sull’isola aiutato dal curato di Alicudi, Giovanni
Virgola.
Dopo aver riposato nell’isola si ritempra con un pasto frugale e con
una bottiglia di malvasia delle Lipari. Da notare che Spallanzani rimane
colpito e affascinato dal dolce vino caratteristico delle Eolie.
Come riporta Giuseppe lacolino in "Destinazione Eolie": "Nel luglio
del 1789, rientrando via Po a Scandiano, portò con sé un picciol barile di
eccellente malvasia di Lipari"12.
Durante il soggiorno lo scienziato riuscì a procurarsene a stento, come
egli stesso racconta, "onde confortare talvolta lo stomaco, e ravvivare gli
spiriti abbattuti nelle penosissime mie pellegrinazioni, come pur di recarne
meco, qual rara e deliziosa bevanda, alcuni saggi a Pavia". (cfr. 13)
Il giorno dopo visita la chiesa di San Bartolo e percorre l’intera circonferenza
dell’isola.
Dopo aver sostato ad Alicudi (foto n. 14) 
due giorni il 14 e 15,
Spallanzani ritorna a Lipari.
Concludiamo il viaggio alle Isole Eolie con le parole dello stesso
scienziato: "Nella descrizione da me fatta dell’Isole Eolie non pretendo io
già di avere indicato tutto ciò che hanno d’interessante, né credo di averne
esausti tutti i dettagli: sprro altresì d’impegnare i viaggiatori, che possono
disporre del loro tempo, a recarsi a queste Isole, per istudiarle con atten-
zione, promettendo loro una messe più abbondante della mia"
1 LAZZARO SPALLANZANI, Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino, 1, 11, 111, Milano 1825.
2 L. SPALLANZANI, op. cit., 1, pag. 237.
3 F. SILVESTRO, Il viaggio sull’Etna di Lazzaro Spallanzani, Bollettino Storico reggiano, n. 107, numero speciale, "In memoria di Lazzaro Spallanzani a 200 anni dalla morte".
4 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 200.
5 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 243.
6 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 244.
7 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag, 253.
8 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 265.
9 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag, 319.
10 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 317.
11 D. DE DOLOMIEU, Viaggio alle Isole Lipari.
12 G. IACOLINO, Destinazione Eolie, dall’opera "Viaggi alle Due Sicilie" di L. Spallanzani, Lipari 1991.
13 G. LACOLINO, op. cit..
14 L. SPALLANZANI, op, cit., 1, pag. 233.
Le stampe sono tratte dai volumi:
– L. SPALLANZANI, Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino, I, II, III, Milano 1825.
– A. DUMAS, Viaggio nelle Eolie, Siracusa 2002.